Spettacolo “Il volo di Angelo”

Giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 21, presso la sala polivalente del Museo Nazionale dell’Internamento, verrà presentato lo spettacolo di Marco Ballestracci, “Il volo di Angelo”, tratto dal libro di Alessandro Gatto.
Prima della rappresentazione teatrale lo Scultore Elio Armano, autore del monumento “Il giardino dei Giusti del Mondo”, donerà al Museo il bozzetto dell’Opera.

Angelo Gatto, morto all’età di 95 anni nel  marzo 2018, fu maestro d’arte,  pittore affrescatore e mosaicista; la sua produzione artistica fu in prevalenza di carattere sacro. Studioso stimato, per vent’anni fu direttore dei musei trevigiani.

La storia di Angelo Gatto, all’interno del secondo conflitto mondiale, inizia nel luglio 1943, con il corso a Padova per soldati dell’aviazione. Dopo l’8 settembre però, con l’armistizio, tutto cambia e da un giorno all’altro si ritrova prigioniero, anzi lavoratore coatto e prigioniero per circa due anni nel campo nazista di Bergen-Belsen in Germania dove vide e visse gli orrori più atroci di morte e sofferenza. Da buon cristiano non riusciva ad accettare che i soldati italiani morissero  perdendo oltre alla dignità anche la loro identità, i morti infatti venivano gettati in fosse comuni senza alcun riferimento dei propri nomi e lui si operò affinché, almeno in quel campo, gli italiani avessero il loro cimitero e lo ottiene, ma in più: Prima di sotterrare un cadavere, attaccavo al collo del morto una bottiglia sigillata con la cera, con all’interno il nome, il cognome e il numero di matricola del deceduto (dichiara lui stesso).

Questo suo impegno di solidarietà ha permesso, molti anni dopo, grazie anche ai suoi disegni del cimitero che i parenti recuperassero con certezza i corpi dei loro cari. Gli scheletri che venivano dissotterrati avevano appeso al collo ancora la bottiglietta con all’interno i dati anagrafici.

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